Storia e Cultura del Territorio di Montefortino

Storia e cultura del Comune di Montefortino sui Monti Sibillini

Lo stato di conservazione del borgo di Montefortino e dei comuni limitrofi è ottimo, così come gran parte del patrimonio storico, artistico e paesaggistico che rendono i Monti Sibillini molto rinomati anche oltre i confini nazionali.

Tra le strette vie ed i suggestivi vicoli di Montefortino si potranno ammirare la Chiesa di Sant’Agostino del XIII sec., la Chiesa di San Michele Arcangelo del XIX sec., la Chiesa di Sant’Andrea del XIV sec., la Chiesa di San Francesco, del XV sec., posta sulla sommità del colle,  la Chiesa di Santa Maria delle Grazie che venne edificata nel 1647 come riportato inciso sull’architrave dell’ingresso laterale di sinistra, il Palazzo Comunale del XV sec. in precedenza chiamato Palazzo dei Priori.

All’interno di Palazzo Leopardi della prima metà del 1500 che, nel XIX sec. fu acquistato dalla famiglia Duranti, è ospitato un complesso museale comprendente la Pinacoteca Civica Fortunato Duranti, il Museo Diocesano di Arte Sacra ed il Museo Faunistico dei Sibillini.

La Pinacoteca, che prende il nome dal pittore locale Fortunato Duranti (1797-1863) che provvide a donare al Comune la sua collezione privata di opere d’arte composta da più di 300 quadri, contiene oltre 150 opere che vanno dal periodo gotico a quello neoclassico. Tra i vari tesori qui conservati si possono ammirare tavole di Pietro Alemanno, tele di Corrado Giaquinto, pitture di Cristoforo Unterperger, sculture lignee e marmoree e una croce veneta del XV sec. Per l’alto contenuto artistico qui contenuto, è considerata il piccolo “Louvre dei Sibillini”.

Il Museo Diocesano di Arte Sacra raccoglie tele, opere ed arredi sacri di vari artisti locali tra i quali Simone De Magistris, Domenico Malpiedi e Giuseppe Ghezzi tutte provenienti dalle chiese del territorio di Montefortino.

All’interno del Museo Faunistico dei Sibillini invece, inaugurato nel 2006, sono conservati circa 1.300 esemplari di mammiferi caratteristici dell’Appennino marchigiano, uccelli dell’avifauna italiana e pesci d’acqua dolce. Una collezione di animali cacciati ed imbalsamati dal collezionista Ignazio Rossi Brunori.

Nei dintorni invece si trovano il Museo Antropogeografico nelle cui sale espositive, attraverso i suoi plastici, i suoi spazi interattivi ed un repertorio di oltre 300 fotografie, è possibile avere una visione d’insieme delle tradizioni, dei costumi e dei lavori che venivano svolti sui Monti Sibillini, attività che un tempo erano il sussidio ed il sostentamento dei popoli che qui abitavano. Si può inoltre apprendere la complessità del territorio e le diverse varietà floristiche e faunistiche in esso contenute.

Il Santuario della Madonna dell’Ambro è chiamato anche la “Piccola Lourdes dei Sibillini” per la grande somiglianza che ha con il grande santuario situato in Francia e le “coincidenze” che in qualche modo li lega. Lourdes si trova nei Pirenei e l’Ambro nei Sibilllini; accanto a Lourdes scorre il fiume Gave, qui invece il fiume Ambro; anche a Lourdes la Vergine è apparsa ad una bambina, Bernadette, mentre qui a Santina. Ed infine la roccia che gli fa da cornice e che sembra ricreare l’atmosfera della grotta dove apparve la Vergine Maria alla piccola Bernadette Soubirou. Il Santuario della Madonna dell’Ambro, posto in uno scenario di rara bellezza, è luogo ideale per una gita fuori porta soprattutto durante la stagione estiva, quando la frescura che scaturisce dal fiume Ambro e l’ombra degli alberi circostanti donano un senso di pace e ristoro per il corpo e lo spirito. Sono ormai trascorsi Mille anni ma ancora oggi, la Madonna seguita a svolgere la sua missione di amore e tenerezza.

Il Museo della Sibilla invece raccoglie testimonianze artistiche, culturali e storiche (tra cui pergamene, manoscritti ed antichi libri) con l’intento di far conoscere la ricchezza ed il fascino di un passato in cui arte, letteratura e storia si sono fuse con leggende, miti e magie.

Durante tutto l’anno numerose sono le manifestazioni e le sagre che vengono organizzate a Montefortino e le più rinomate e famose sono la “Sagra del Tartufo vero” che si svolge nel mese di febbraio dove questo prezioso e ricercato frutto della terra dal sapore intenso è il principale ed indiscusso re della tavola.

In settembre invece e più precisamente la prima domenica del mese, sono le lumache di montagna le indiscusse protagoniste della “Sagra della Cucciola”, così chiamate nel linguaggio locale, che vengono proposte e cucinate in diversi modi per far assaporare e gustare questo prelibato e succulento piatto.