Le Gole dell’Infernaccio e l’Eremo di San Leonardo

Itinerario Trekking per le Gole dell'Interfnaccio di Montefortino sui Monti Sibillini

Rubbiano è punto di partenza ideale per escursione nelle Gole dell’Infernaccio, splendide gole naturali frutto del paziente lavoro del fiume Tenna che, nel corso di milioni di anni, ha eroso queste rocce creandosi una via di uscita. Impressionanti, magnifiche e possenti, le Gole dell’Infernaccio sono vertiginose pareti di roccia dove in alcuni punti la luce fatica a penetrare ed i rumori della natura, come lo scorrere del fiume e dei ruscelli, i salti delle cascatelle che si odono in lontananza ed il cinguettio degli uccelli, sono sinfonie ed armonie meravigliose.

Le gole mettevano in comunicazione le valli diametralmente opposte dei fiumi Nera e Tenna ed era, nell’antichità, la via più breve ed accessibile per coloro che dovevano attraversare l’Appennino. Basti pensare che un tempo l’agricoltura, la pastorizia e la transumanza erano la vera ricchezza ed il sostentamento dei popoli montani che, durante la stagione invernale, conducevano i loro greggi a svernare nelle campagne a valle.

Le Gole dell’Infernaccio erano la via che conduceva a Roma passando per Norcia, Visso ed altri luoghi (…di una strada che vi passa a lato e che duce a Roma, a Norzia, a Visse et altri luoghi che dalli tempi buoni è molto frequentata…) e che passava proprio sopra la gola. Da chi venne costruito il tracciato non è dato saperlo ma alcuni scavi hanno portato alla luce resti di mura di fondamenta che, da un esame della calce effettuato, fanno risalire la sua origine al II o al III sec. a.C.

Eremo di San Leonardo di Montefortino sui Monti Sibillini

Eremo di San Leonardo che sorge su di un vasto pianoro a 1.128 mt. di altitudine e raggiungibile solo a piedi dopo circa 1 ora e mezza di cammino. Il 24 maggio del 1971 Padre Pietro Lavini, sui pochi ruderi di un antico eremo dell’anno 1000 chiamato Castrum de Volubrio e che sorse su quello che in precedenza era un antico monastero benedettino, cominciò l’opera di ricostruzione del più antico insediamento spirituale delle Marche. Per secoli fu un centro di fede, cultura e spiritualità che illuminò il cammino dei popoli e dei pellegrini che si trovavano a passare da questi luoghi. Sono passati più di 40 anni e l’opera di edificazione del semplice ed umile frate cappuccino ancora oggi continua con incessante passione, basandosi sui semplici valori della fede e della povertà.

Curiosità: si narra che la strada che conduce alle Gole dell’Infernaccio un tempo venisse chiamata “Valleria”, cioè il luogo che le Fate della Sibilla, scendendo dal Monte Sibilla, raggiungevano nelle notti di plenilunio per ballare con i pastori del luogo i “valli”, i balli in dialetto. Esse, che avevano l’obbligo di rientrare alla grotta prima del sorgere del sole, una notte, prese dalla gioia e dall’entusiasmo, non si accorsero che si stava facendo giorno e, sorprese ed impaurite, corsero via frettolosamente lasciandosi dietro una scia chiara che ancora oggi è possibile notare lungo il dorso della montagna. Essa è chiamata “il cammino delle fate”.

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